domenica 18 agosto 2024

Chi è Raffaella Milandri (Biografia e bibliografia)

 

Raffaella Milandri

Non è semplice descrivere Raffaella Milandri e le sue attività: è un personaggio poliedrico e improntato ad una schiettezza e a una chiarezza di intenti non comuni. Con i suoi oltre dieci libri pubblicati in tredici anni, i suoi viaggi in solitaria in ogni angolo di mondo, le sue foto che sembrano voler catturare l’anima dei soggetti, spesso membri di tribù indigene poco conosciute, e i suoi scritti in cui le sue parole dipingono popoli, è una donna che innesca naturalmente la curiosità di chi ha una ampia apertura mentale. Ha rischiato molte volte la vita, anche a causa delle sue inchieste per i diritti umani, e dice: “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”.

Biografia

Scrittrice, giornalista, editore e fotografa, Raffaella Milandri, attivista per i diritti umani dei Popoli Indigeni, è studiosa dei Popoli Indigeni e in particolare dei Nativi Americani e laureata in Antropologia. È membro onorario della Four Winds Cherokee Tribe in Louisiana e membro adottivo della tribù Crow in Montana. Fondatrice del Gruppo Editoriale Mauna. Presidente della associazione Omnibus Omnes Onlus, patrocinata dalla UNRIC Italia (ONU Italia). Attualmente è una dei massimi esperti italiani sui Nativi Americani, storia e attualità. Si sta dedicando alla opera di recupero di opere di autori nativi americani, traducendo e curando diversi libri.

Cura una serie di video tematici su youtube, “Nativi Americani ieri e oggi”  (qui link alla playlist), una rubrica radiofonica su Radio Talpa, “Nativi Americani ieri e oggi”, dedicata anche alla musica nativa americana (qui link alla playlist )  e una rubrica giornalistica, “Nativi”, su L’Antidiplomatico (qui link alla lista di articoli), oltre ad aver curato articoli per Focus Storia, Far West Gazette e, in passato, per il Corriere della Sera.

Come viaggiatrice solitaria è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo. Ha dichiarato: “Sono molto fiera di essere membro adottivo della famiglia Black Eagle dei Crow, tribù di Nativi Americani del Montana. E altrettanto fiera del mio nome in lingua originale, Baa Kuuxsheesh, che ha segnato una nuova tappa della mia vita e che significa ‘Aiuta gli altri’. Vorrei ricordarlo e dirlo sempre ad alta voce. La fratellanza è sacra. Un grande onore anche la adozione presso il popolo indigeno dei San, Boscimani del Kalahari. Il mio nome per loro è Nxuwa, che deriva da un tubero che il popolo boscimane porta con sé nel deserto per combattere la sete, la fame e la stanchezza”. 

Raffaella Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali, attraverso campagne di informazione, appelli, petizioni e conferenze. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche, numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. Si impegna in campagne informative sul turismo responsabile nei Paesi in via di sviluppo. Tra le mete dei suoi viaggi, in solitaria e spesso in fuoristrada, ricordiamo la Papua Nuova Guinea, l’Alaska, il deserto del Kalahari, il Tibet, il Kimberly in Australia. Tra i Popoli Indigeni oggetto delle sue campagne per i diritti umani, i Nativi Americani, i Pigmei Bakà, i Boscimani, gli Adivasi dell’Orissa. Ha affermato: “Avverto una incredibile urgenza nel mio viaggiare e divulgare, per documentare le discriminazioni dei diritti umani. La globalizzazione avanza a passi rapidi, ma spesso non porta con sé il Progresso positivo, anzi accelera il processo di estinzione di popoli che da decine di migliaia di anni vivono nelle stesse terre, legati alle loro tradizioni e culture, uniche e irripetibili”.

Libri pubblicati  e tradotti (con link nel titolo alla scheda libro completa)

tutti disponibili sia in edizione cartacea sia ebook.

PUBBLICAZIONI

Liberi di non Comprare. Un invito alla Rivoluzione, seconda edizione 2019.

Gli Ultimi Guerrieri. Viaggio nelle Riserve Indiane, prima edizione 2019.

In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi, seconda edizione 2019.

In India. Cronache per Veri Viaggiatori, seconda edizione 2019.

Lessico Lakota. Storia, Spiritualità e Dizionario Italiano-Lakota, (con M. Blasini), prima edizione 2019.

La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America, seconda edizione 2020.

Lessico Cherokee. Storia, Spiritualità e Dizionario Italiano-Cherokee, (con M. Blasini), prima edizione 2021.

Nativi Americani. Guida alle Tribù e alle Riserve Indiane degli Stati Uniti, prima edizione 2021.

Io e i Pigmei. Cronache di una Donna nella Foresta, seconda edizione 2022.

Le scuole residenziali indiane. Le tombe senza nome e le scuse di Papa Francesco, prima edizione 2023.

TRADUZIONI, CON INTRODUZIONE E NOTE

Racconti di Nativi Americani: Old Indian Legends di Zitkala-Sa, traduzione e note, (con T. Totò),prima edizione 2021.

Racconti di Nativi Americani: Plenty Coups. Capo dei Crow di Frank B. Linderman, traduzione e note, prima edizione 2022.  

Racconti di Nativi Americani: Il mio popolo. I Sioux di Luther Standing Bear, traduzione e note, prima edizione 2022.   

Racconti di Nativi Americani: Infanzia indiana di Charles Eastman, traduzione e note, prima edizione 2023.   

Racconti di Nativi Americani: Eroi e grandi capi indiani di Charles Eastman, traduzione e note, prima edizione 2023.   

Racconti di Nativi Americani: La Terra dell’Aquila Maculata di Luther Standing Bear, prima edizione 2023.

Racconti di Nativi Americani. I cinque di mezzo. Ragazzi indiani a scuola di Francis La Flesche, traduzione e note, prima edizione 2024.

Gli Indiani d’America e la loro musica di Frances Densmore, traduzione e note, prima edizione 2024. 

giovedì 28 maggio 2009

AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA "IMAGINE" CON ASTA DI BENEFICENZA














La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la mostra "Imagine", che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l'Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero. La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini.
La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante.
Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto , con battitore d'eccezione l'Assessore Paolo Canducci. Il ricavato dell'asta andrà interamente devoluto dal Comune di San Benedetto del Tronto al SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal. E' un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o abbandonati.
Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale . Associazioni di volontariato internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani.
Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri, sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un complesso di templi Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco: all'interno di esso gli anziani possono pregare, ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari sostanziosi. Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni.
"Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità . Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all'asta, conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto."

IL RIENTRO DAL TIBET
"Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere tutto: bagaglio e salute.
I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi, carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista. Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore della generosità tibetana, e l'immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) .
La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i gestori tibetani dell'albergo mi hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si sono mobilitate pronte a spedirmi soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti, dal profondo del mio cuore"
"Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il governo nepalese e mi sono trovata
tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi."

L'AUTRICE
Raffaella Milandri, giornalista, scrittrice, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa
incontaminata nella loro cultura e respirarne l'essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l'immagine autentica, perchè mi vedano come una di loro - non come un forestiero - adatto
sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
“La mia è street photography, pura fotografia di strada. Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E' un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia.
L'autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all'attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi.

Per comunicazioni e contatti email info@europrinters.it

domenica 26 aprile 2009

NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI SU FACEBOOK E MOSTRA FOTOGRAFICA "IMAGINE" PER IL FESTIVAL DELLA PACE

Foto di Raffaella Milandri

La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, che sta preparando la mostra fotografica "Imagine" per fine maggio 2009, parte martedì 28 aprile per un viaggio tra Nepal e Tibet.

LA MOSTRA
"Imagine" di Raffaella Milandri, ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini. La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità, aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante. La mostra farà parte delle molteplici e interessanti manifestazioni del 1° Festival della Pace organizzato dal Comune di San Benedetto, e sarà allestita all'interno dell'Hotel Calabresi, in Piazza della Rotonda (Piazza Giorgini) dal 29 maggio al 7 giugno 2009. Durante la mostra sarà allestita una asta di beneficenza, il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto.
IL VIAGGIO
Rigorosamente in solitaria, senza alcuna prenotazione tranne l'aereo, questo viaggio di Raffaella Milandri la vedrà indagare nella realtà del Nepal e del Tibet, alla ricerca di immagini e di emozioni."Mi spoglio degli agi quotidiani, solo una valigia
e niente cellulare. Il mio cammino sarà costruito giorno per giorno. Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera per mettere su Youtube alcuni filmati , e una webcam con la quale mi collegherò su Facebook per raccontare le mie giornate."

"Prima di partire ho prestato servizio con il Gruppo di Protezione Civile Comunale di San Benedetto e con il FIR SER di Ascoli per aiutare la popolazione aquilana, auguro un buon lavoro a tutti e invio un saluto speciale alle persone attendate al campo di Tempera (AQ) dove ho lasciato il cuore: forza e coraggio"
L'AUTRICE
Raffaella Milandri, scrittrice, giornalista, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità, ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale.
«Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo “abbandono” al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa “incontaminata” nella loro cultura e respirarne l'essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perché mi vedano come una di loro - non come un forestiero - adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.»
L'autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all'attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. Diversi i libri sui suoi viaggi.

martedì 15 luglio 2008

Viaggiare sicuri


A tutti i viaggiatori e turisti all’estero : parola d’ordine sicurezza e informazione. E per le donne, qualche precauzione in più .

Alle prese con i preparativi per la sua spedizione in Alaska di agosto 2008, la viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto , raccomanda:
“Ogni viaggio va pianificato con cura, onde evitare che una piacevole vacanza o un viaggio sognato per tanto tempo si trasformino in una disavventura.
Controllate prima di partire:
-i documenti(passaporto, patente, visto laddove necessario);
- le vaccinazioni necessarie e consigliate (nel 2007 si sono verificati casi di turisti italiani tornati dall’Asia e dall’Africa con la malaria) e le medicine da portare : può sembrare eccessivo partire con una farmacia da viaggio, ma è sempre meglio che farsi prendere alla sprovvista da un malanno nel deserto del Thar, a Tokyo, ad Algeri o a Cuba;
-le opportune assicurazioni di viaggio e sanitarie prima di partire, sono in genere poco costose e permettono di viaggiare in sicurezza;
- il clima che incontrerete onde portare il giusto abbigliamento;
-collegatevi al sito www.viaggiaresicuri.it curato dal Ministero degli Esteri e dall’ACI, validissimo per le informazioni, raccomandazioni e avvertenze sempre aggiornate;
-registratevi al sito http://www.dovesiamonelmondo.it/ , onde lasciare una traccia del vostro percorso ed essere reperibili in casi di emergenze.”

Come donna, cosa raccomanda Raffaella Milandri alle donne che viaggiano sole o fra amiche?
“Renderci conto che possiamo essere più fragili e soggette a rischi rispetto ai viaggiatori uomini, non è una debolezza ma è un punto di forza che ci aiuta ad essere più consapevoli.
Molto spesso , per ignoranza individuale, o per cultura e religione del Paese, l’ atteggiamento e l’abbigliamento di una donna sono oggetto di “misunderstanding”, equivoci, discriminazione e attenzioni fastidiose. Durante i miei viaggi in solitaria, in Australia come in America, in India come in Europa , sono incappata in uomini che hanno provato a farmi bere alcolici o a farmi assumere sostanze stupefacenti. Magari una volta sola in 20 giorni di viaggio, ma una sola occasione può bastare per trasformare il viaggio in una brutta disavventura o in una tragedia. Tra mille brave persone che si incontrano, può bastare un malintenzionato a mettere in serio pericolo la propria incolumità.
Alcuni consigli, validi per donne sole in viaggio :
- non dite a chiunque, a cuor leggero, in quale albergo vi trovate e quali sono i vostri programmi di viaggio;
- lasciate sempre una traccia a parenti o amici del vostro percorso , e se potete lasciate loro un recapito telefonico fisso oltre al cellulare;
- a chi vi chiede se siete sole dite che avete amici nelle vicinanze;
- chiedete informazioni preferibilmente a personale delle Forze dell’ordine;
- in caso di dubbio su dove/come spostarvi, prendetevi del tempo in più per riflettere meglio;
- preferibilmente, dite che siete sposate e che vostro marito torna fra poco. In alcuni Paesi una donna non sposata può essere intesa come donna di facili costumi.
- procuratevi un allarme antistupro(molto usato in Inghilterra), di quelli con la sirena, e –se permesso dalla legge del Paese dove vi recate- uno spray al peperoncino. In caso di emergenza possono essere un salvavita.
- non esagerate mai con l’alcool o peggio ancora con altre sostanze che vi facciano perdere il controllo; qualcuno dice che l’alcool è un fluidificante sociale, in realtà è causa primaria di molte tragedie.
La vacanza e il viaggio sono un momento di svago, e verrebbe naturale lasciarsi andare alle amicizie, alle feste, ai balli, ma le precauzioni vanno comunque mantenute. Nei miei viaggi una sola volta, nel 2002 in Irlanda del Nord, ho fatto bisboccia con ragazze del posto; ad un certo punto, le “compagne di sbronze” sono scomparse e alcuni ragazzi hanno provato a caricarmi su un taxi e portarmi via. E’ andata bene, non è successo niente ma da allora non bevo più di una birra, possibilmente a bassa gradazione alcolica ”

Qualche accenno al prossimo viaggio?
“Un percorso in fuoristrada di 10.000 chilometri, con temperature da +30°C a -10°C.
Partenza da Vancouver, in Canada, con tappe ad Anchorage e Fairbanks in Alaska e
passaggio via terra oltre il Circolo Polare Artico”

Questo l’ambizioso piano di viaggio per Raffaella Milandri, che dopo le ultime spedizioni in India e Nepal ha deciso di puntare la rotta verso le terre estreme del nord ovest.

“Ho pubblicato delle miniguide gratuite su internet, è incredibile il numero di persone, uomini e donne, che mi scrivono per chiedere consigli. Al mio ritorno dall’Alaska terminerò un libro proprio su “Donne sole in viaggio””

domenica 15 giugno 2008

Il reportage dal Nepal di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa
























La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, sambenedettese, è rientrata dal viaggio annunciato lo scorso maggio per un fotoreportage sulla realtà del Nepal, questo stato-cuscinetto situato fra India e Cina, gli Stati più popolosi del pianeta.
Racconta del suo viaggio:“Negli occhi dei nepalesi si legge una fierezza, una onestà e una matrice culturale dalle profonde radici Non mi sono fermata alle località turistiche, ma sono andata adesplorare la identità di questo popolo nei villaggi, nei piccoli monasteri, nei campi dove mietono il grano. Mi sono fatta raccontare cosa pensano e cosa sognano. Al primo posto dei loro sogni c’è la pace per il loro Paese, una paceche portiprosperità, istruzione, miglioramenti tecnologici. “
Le esperienze più significative in Nepal? “ Ho partecipato ad un sit-in per la liberazione del Tibet, a Kathmandu, e ho conosciuto molti monaci tibetani, la cui semplicità e schiettezza mi hanno toccato il cuore. Il giorno dopo, sempre a Kathmandu, hanno arrestato in modo violento 500 donne che dimostravano per il Tibet ! Ho assistito alla cerimonia delle cremazioni induiste sul fiume Bagmati, cercando di essere invisibile e di non disturbare i partecipanti. Ho visto da vicino a Manakamana i sacrifici induisti degli animali-capre e galli- , che vengono vissuti anche dai bambini come una festa, nonostante sia uno spettacolo molto cruento e sanguinario.”Continua ancora: “ In un parco naturale ho affiancato una guardia forestale , una tigre aveva ucciso un cervo samba e le sue orme macchiate di sangue erano dappertutto. E’ stato emozionante vedere la tigre nel suo habitat e non nei cartoni animati o negli zoo.In un altro parco un rinoceronte ha cercato di caricare la jeep sulla quale mi trovavo. Non mi vergogno di dire che ero terrorizzata”Problemi durante il suo ultimo viaggio? “ In Nepal la presenza di posti di blocco, esercito, scioperi, proteste era purtroppo all’ordine del giorno, ma il problema maggiore è stato con l’autista che mi ha portato da Delhi a Kathmandu , un indiano di cultura maschilista che aveva problemi con una donna come unico passeggero. E’ stato un braccio di ferro estenuante tra quello che io-cliente-chiedevo, e quello che la sua cultura gli suggeriva sulle donne, alla fine invece di chiedere 'per favore' ero costretta a dirgli‘questo è un ordine’, finchè-finalmente-siamo arrivati a destinazione e ho proseguito via bus e taxi.”Un aneddoto? "ero sulla jeep nel parco Chitwan, da sola con l’autista e la guida, un giovane bramino nel retro, di fronte a me. Costui mi toccava spesso la spalla mentre parlava, gesto per me fastidioso e per la sua cultura poco rispettoso nei confronti di una donna. Ad un certo punto mi mette una mano sul ginocchio: SCIAFF!! Gli schiaffeggio la mano e gli dico che per la mia cultura, in Italia, queste confidenze con una donna sono ammesse solo dal proprio marito Mi guarda un po’incredulo, le donne occidentali qui in Nepal hanno fama di libertine ,ma è comunque una buona tattica e funziona. Un giorno, se R.T. (il nomignolo della guida) verrà in Italia penserà che sono una gran bugiarda, i costumi sociali qui da noi sono molto più aperti e moderni. Le donne che viaggiano da sole qui in Nepal sono rare e bisogna preparare una serie di tattiche difensive dagli approcci sgraditi.Una regola d'oro che vale per le donne sole: fate le indiane. Certe volte non capiamo davvero cosa ci stanno dicendo, perchè spesso la pronuncia inglese è terribile . Però, se conviene, fate finta di non capire . Mai dire che è la prima volta nel paese, mai dare il vostro itinerario effettivo, o dire il nome dell'albergo dove state, e mai dire che siete da sole , a meno chè il vostro sesto senso non dia il via libera. “Prossima avventura? “Sto studiando un percorso in fuoristrada tra Canada e Alaska, sulle orme di Into the wild, il film di Sean Penn”Le immagini dal Nepal di Raffaella Milandri ritraggono soprattutto ritratti di splendide persone nel loro quotidiano, mai in posa e spesso con occhi sorridenti guardano la fotografa che li ritrae. “ In una foto di un corteo per il Tibet c’è una suora buddhista tibetana che ride e mi fa la linguaccia” racconta la Milandri. Nel novembre 2008 è in preparazione a San Benedetto una mostra dell’artista -che collabora con la Fototeca Gilardi di Milano- incentrata proprio su India e Nepal e sugli straordinari contrasti tra l’avanzare del progresso e della tecnologia e lo stile di vita ancora tradizionale per la maggior parte della popolazione.Con un occhio particolare alla donna e alla loro situazione. Il titolo della mostra è “Crossing borders” ovvero varcare confini sia nel senso fisico dei confini tra i diversi Paesi, sia in senso culturale sia in senso emozionale.

sabato 3 maggio 2008

Turimo responsabile: Nepal, il nuovo viaggio di una fotografa e viaggiatrice in solitaria




Maggio 2008: la fotografa e viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri partirà per il Nepal e la zona himalayana dell’Himachal Pradesh, in India, alla ricerca di nuove immagini e nuove emozioni. Dopo le recenti elezioni vinte -a sorpresa - dal Partito comunista-maoista in Nepal, il futuro di questo stato-cuscinetto tra India e Cina sembrerebbe rasserenarsi.

Raffaella Milandri , ( che vive a San Benedetto del Tronto, nelle Marche), parla dei preparativi per la nuova partenza: “La mia valigia? Un occhio di riguardo alla attrezzatura fotografica, molta attenzione a medicine, vaccini e prevenzione sanitaria, un guardaroba scarno, pratico e rispettoso della cultura della gente del luogo . Perché in ogni Paese si deve essere come ospiti graditi in casa altrui, e ci si deve comportare come tali. Studiare la cultura di un Paese prima di visitarlo è fondamentale per non essere come “un elefante nel negozio di cristalli” nella morale e nei valori di un popolo. Non è la stessa cosa, ma come guarderebbe un bambino italiano un indigeno amazzonico, seminudo, che mangia le tagliatelle con le mani in una trattoria a Milano? Così gli abitanti locali guarderebbero noi se andiamo in giro in India o Nepal con canottiera, minigonna o mangiando il cibo con la mano sinistra.”
Le immagini dei reportage di Raffaella Milandri rappresentano la riproduzione visuale delle intense emozioni e dei profondi sentimenti che animano lo spirito di questa artista, che è prima di tutto una "viaggiatrice" nel senso più puro del termine. Dall'Australia al Giappone, dagli Stati Uniti all'India, il suo peregrinare solitario è mosso dell'inesauribile desiderio di conoscere i popoli e le culture più distanti geograficamente ed intellettualmente dall'Europa. Le sue fotografie sono il frutto della sua curiosità e della sua voglia di indagare, confrontare e scoprire motivi di affinità ed integrazione tra genti pur diversissime.
Dice l’artista a proposito della sua ispirazione: "Una passione infinita per la fotografia e una brama sconfinata di viaggiare creano in me una dimensione spirituale ideale per la ricerca dell'essenza dell'uomo e delle sue impronte su ciò che lo circonda, in tutte le sfaccettature. Il mio terzo occhio è la macchina fotografica, con la quale cristallizzo il quotidiano in un momento senza tempo. Nei miei viaggi cerco di fondermi con il paesaggio e con le persone, perchè tutto abbia la massima naturalezza, compreso l'occhio di chi guarda il mio obiettivo. Inoltre, ho il massimo rispetto per i soggetti ritratti, se non c’è il consenso ad una foto non ci deve mai essere violazione della libertà dell’individuo e dei suoi valori.”
L’interesse di Raffaella Milandri è imperniato in particolare sui volti e sui gesti degli individui, ritratti nella naturalezza del loro vivere quotidiano, con un occhio particolare alle donne e alle condizioni talvolta disagiate in cui vivono in alcuni Paesi. Le sue foto sono infarcite di informazioni, statistiche, dettagli certosini sulla cultura dei popoli visitati.
Parla dei suoi viaggi: “Tutt’oggi, in molti Paesi, la sensazione di libertà del viaggiare e il contatto con le varie popolazioni devono essere “filtrate” e “polarizzate” dall’esigenza di sicurezza, tenendo conto di religioni, costumi, usanze e pericoli comuni. Al tempo stesso, come donna, nasce spontanea una attenzione particolare alle donne e alla loro realtà nei vari Paesi. Nelle esperienze indiane, ad esempio il mio contatto con donne e bambini e l’ingresso nelle loro vite quotidiane e nelle loro case mi viene facilitato dall’essere donna; al contrario, mi accade talvolta che la tradizione culturale indiana, tuttora di accentuata tendenza maschilista, al contrario, mi accade talvolta che la tradizione culturale indiana, tuttora di accentuata tendenza eriga una barriera di fronte alla donna che voglia approfondire certe tematiche o accedere a certi ambienti.

Solo da pochi anni, il Governo indiano si è accanito decisamente nel cercare di debellare il feticidio femminile, ampiamente usato in passato laddove, nelle famiglie povere, la nascita di una femmina significava una bocca da sfamare e una dote da pagare alla famiglia del futuro marito.Si legge nella foto di un cartello in pieno centro a Calcutta: “Female feticide is a crime”

Nel mondo del lavoro è facile che le donne vengano usate in lavori pesanti,
in cantieri edili o stradali , e in alcune mie immagini ritraggo uno stile di vita decisamente duro .
Ad Ahmedabad (da dove ha operato a lungo Gandhi, n.d.r.), ho visitato la SEWA , fondata nel 1972 da Ela Bhatt: è una Associazione e cooperativa per la tutela di donne lavoratrici autonome e senza regolare salario e assistenza sanitaria. Nel 2005 è arrivata a contare 800.000 iscritte in tutta l’India.
Qui troviamo venditrici ambulanti, artigiane che lavorano a casa, lavoratrici edili ed agricole, lavandaie, raccoglitrici di carta e così via. Questa importante Associazione tutela gli interessi di queste lavoratrici autonome, come portare i minimi salariali a livello di sussistenza , e organizza corsi per combattere l’analfabetismo, per la gestione della propria attività, per l’utilizzo del computer, corsi di management e leadership orientati a portare le donne alla conquista di posti di dirigenza.”

Conclude Raffaella Milandri: “ La cartina di un Paese è per me come una mappa del tesoro, che cela nuovi posti e nuove emozioni da scoprire. Non ho paura di viaggiare da sola: con l’esperienza si affina un sesto senso, una specie di campanello d’allarme che suona solo quando è necessario. L’importante è rispettare sempre le usanze del luogo, soprattutto in un Paese fortemente religioso. Rispettare le persone è il modo migliore per essere rispettati. In viaggio da sola, faccio vita frugale, evito i posti solo per turisti, mangio e bevo come le persone del posto, vado a dormire presto la sera e mi alzo all’alba per catturare la luce migliore nelle mie foto.”